Centro di rieducazione sonico vibrazionale
Lingue straniere

Audio-Psico-Fonologia: una pedagogia dell’ascolto per aprire le orecchie alle lingue straniere
Il dr. Tomatis ha osservato che ogni lingua utilizza preferenzialmente delle porzioni dello spettro delle frequenze sonore che chiamiamo bande passanti.
Qui è riportata la tabella delle bande passanti di alcune lingue:

Queste differenze sono legate alla differenza di impedenza dell’aria nei vari luoghi. In effetti, in funzione dell’altitudine, della vegetazione, dell’umidità e di altre caratteristiche geografiche, nell’aria si propagano meglio alcune frequenze, mentre altre vengono attenuate. Per esempio, in Inghilterra l'aria è un eccellente conduttore delle alte frequenze ma attenua i suoni gravi.
Com’è sintonizzato il vostro orecchio?
Tomatis scoprì che non possiamo emettere un suono che non udiamo.
I Francesi, avendo una stretta banda di frequenza, limitata ai medi, ovviamente, non sono dei linguisti. Al contrario, l'orecchio di Russi è aperto a tutti i suoni, il ché conferisce loro un grande strumento per apprendere le lingue. Gli italiani hanno una banda passante simile a quella degli inglesi ma una frequenza sillabica ossia una cadenza, un ritmo più lenti.
Appare quindi chiaro che il dono delle lingue altro non è che la capacità di percepire tutti i suoni e i ritmi e riprodurli senza perdite o distorsioni, vale a dire, senza accenti.
D'altro canto, una buona audizione non è sufficiente, l'orecchio deve essere in grado di analizzare i suoni. Per esempio, possiamo sentire perfettamente il nostro interlocutore straniero e non essere in grado di ripetere ciò che egli ha detto. Analogamente, alcuni bambini hanno difficoltà a integrare la propria lingua madre.
Nei primi mesi, l'orecchio del bambino piccolo si specializza per ascoltare tutti i suoni e i ritmi del suo ambiente linguistico al fine di riprodurli verbalmente. L'orecchio si apre quindi alle frequenze della lingua madre ma rimane altresì "chiuso" alle frequenze che non sono parte in causa.
Ci sono due muscoli nell'orecchio che vengono mobilizzati per il processo di ascolto ma non per l’audizione pura, che è passiva. E' grazie a questi muscoli che possiamo selezionare e analizzare i suoni che vogliamo ascoltare. Per ogni lingua, i muscoli dell'orecchio devono lavorare in modo particolare, adattandosi alle frequenze della lingua.
In funzione dell’età e della storia personale, l’orecchio può essere più o meno chiuso ai suoni.
Queste persone, anche dopo un lungo soggiorno all'estero, hanno grandi difficoltà a capire e a parlare una lingua straniera. Essi possono, per contro, acquisire una buona conoscenza della lingua scritta.
Grazie alla sua comprensione dell'orecchio e delle caratteristiche specifiche di ogni lingua, il dr. Tomatis ha inventato una tecnica che consente di aprire l'orecchio alle lingue straniere.
Gli apparecchi a "Effetto Tomatis" sono programmati per far lavorare l'orecchio alle frequenze e ai ritmi specifici per la lingua desiderata. Con un numero sufficiente di ore di stimolazione, l'orecchio diventa in grado di decodificare i suoni ed ha la possibilità istantanea di riprodurli correttamente: senza accenti o distorsioni.
Le sessioni di integrazione si alternano fra una fase passiva di ascolto in rilassamento, e sessioni attive di parole e frasi da ripetere con un ritorno della propria voce nelle frequenze desiderate. Vengono regolarmente eseguiti test di ascolto per monitorare il progresso della sintonizzazione e per programmare le ulteriori sedute di integrazione.
Lo studio dei vocaboli e della grammatica devono essere portati avanti, ma tutto risulterà molto più facile e rapido.
Per chi già conosce una lingua straniera offre l’opportunità di perfezionare la pronuncia perdendo accenti e cadenze non corretti.
Ecco i risultati!
Il risultato di uno studio (Audio-Lingua), finanziato dal programma europeo SOCRATES, durato 3 anni (1993-1996) in varie Università europee, ha mostrato che la tecnica del dr. Tomatis ha permesso un risparmio del 50% del tempo nell’apprendimento di una lingua straniera, paragonato ad altri metodi tradizionali (insegnamento e laboratori linguistici).